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CAMBIAMENTI D'UMORE E DI COMPORTAMENTO
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WANDERING
“Quando va in un negozio vicino e non torna, devo uscire a cercarlo; quando poi lo ritrovo, mantengo la calma. Qualche volta lui sorride e dice “Sono contento di vederti. Ho fatto una lunga passeggiata”. Altre volte rifiuta di entrare in macchina, così lo lascio andare. Ma lo tengo d’occhio finché è stanco e accetta un passaggio per tornare a casa.”
“Mia sorella usciva a qualunque ora. Questo mi preoccupava, perché non sapeva come attraversare la strada senza correre rischi. Ho messo una grande annotazione sulla porta di casa per ricordarle di non uscire da sola e la maggior parte delle volte funziona.”
Il vagabondaggio o “wandering” è un comportamento abbastanza comune tra le persone con demenza. Alcune girano per la casa mentre altre cercano di uscire, altre ancora camminano di notte quando i loro conviventi dormono. Contrariamente a quanto si crede in genere, il vagabondaggio non è quasi mai senza scopo, ma facilmente la persona dimentica dove sta andando, che cosa si proponeva di fare, oppure non riesce a spiegarlo. Talvolta la persona gironzola finché si trova lontano e si spaventa quando si accorge di essersi persa. Vi sono innumerevoli spiegazioni al vagabondaggio: la noia, lo sconforto, il disorientamento, i problemi di memoria, ecc.
Può essere stressante e faticoso monitorare costantemente la persona, senza contare la preoccupazione per la sua sicurezza. Il livello di pericolo dipende sicuramente dalle circostanze, ma bisogna sempre cercare di evitare di privare la persona della sua indipendenza, assicurandosi al tempo stesso che non sia esposta a rischi eccessivi.
Come affrontare il vagabondaggio
Evitare gli atteggiamenti di sfida, la violenza, i rimproveri e cercare di distrarre la persona
Se la persona con demenza cerca di lasciare la casa, è meglio evitare di rimproverarla o di chiuderla a chiave. Un approccio del genere, infatti, potrebbe indurre un comportamento aggressivo o una reazione violenta. Una strada alternativa è creare un diversivo: si può suggerire di fare qualcos’altro, come per esempio prendere insieme una tazza di tè. Se la persona con demenza insiste per uscire, possiamo accompagnarla e, una volta fuori, cercare di distrarla e riportarla indietro.
Non lasciarsi prendere dal panico e contattare la polizia, se necessario
Se ci accorgiamo che la persona con demenza si è allontanata senza farsi notare, non dobbiamo farci prendere dal panico o sentirci in colpa. Non possiamo pensare di tenerla sotto controllo ventiquattr’ore al giorno. Proveremo a cercarla nei dintorni, ricorrendo eventualmente anche all’aiuto di amici e vicini. Se non la ritroviamo in breve tempo, sarà necessario contattare la polizia.
Evitare il ricorso ai farmaci
Se possibile, è meglio evitare l’uso di farmaci per ridurre il vagabondaggio. La dose necessaria è infatti spesso causa di effetti collaterali quali sonnolenza, confusione, incontinenza urinaria. In questi casi è consigliabile consultare il medico, che può eventualmente scoprire una causa di dolore, che spinge il malato a camminare in continuazione.
COME PREVENIRE IL VAGABONDAGGIO (O EVITARE CHE DIVENTI UN PROBLEMA)
Prendere provvedimenti per la sua sicurezza e mantenere la persona attiva
Dobbiamo cercare di creare condizioni ambientali sicure, in cui la persona possa girovagare senza correre rischi. Se abbiamo un giardino recintato, questo le darà la possibilità di stare un po’ all’aperto. In alternativa, possiamo attrezzare una zona della casa in cui la persona possa muoversi in sicurezza (vedi il capitolo “Sicurezza”). La causa del vagabondaggio è talvolta un eccesso di energia: in questo caso, disporre di un luogo sicuro in cui passeggiare può ridurne la frequenza. Un’altra soluzione è quella di accompagnare la persona regolarmente a passeggio, magari servendosi dell’aiuto di un amico o di un volontario. Poiché per molte persone con demenza il vagabondare è una conseguenza della noia, è bene assicurarsi che la persona abbia qualcosa con cui occupare il tempo (vedi il capitolo “Attività fisiche e ricreative”).
Cercare di capire i motivi del vagabondaggio
È buona regola osservare le circostanze e l’ora in cui la persona con demenza si mette a girovagare. In questo modo è possibile identificare delle costanti che permettano di risalire alla causa e quindi di impedire che il comportamento si ripeta, distraendo, rassicurando o aiutando la persona. Ecco alcune possibili cause:
Ricordi persistenti del passato – Il ricordo delle antiche abitudini può interferire col presente. Può darsi, ad esempio, che la persona si preoccupi di portare fuori il cane (anche se il cane in casa non c’è più) o che cerchi vecchi amici o un’abitazione precedente.
Disorientamento – la persona può essere in cerca di una determinata stanza, per esempio del bagno (vedi la scheda “Disorientamento”).
Confusione – Come conseguenza del suo stato confusionale, la persona cammina talvolta in cerca di qualcosa (ad esempio una valigia, un libro), indipendentemente dal fatto che l’oggetto esista o meno.
Fame, sete, disagio o dolore fisico – La persona con demenza non sempre è consapevole delle proprie sensazioni e talvolta non riesce a comunicarle agli altri. Può darsi che abbia fame, sete, che abbia un dolore fisico o semplicemente bisogno di andare in bagno, ma non è in grado di tradurre in parole le proprie sensazioni. Ci si accorge a un certo punto che la persona è in sofferenza, senza che se ne renda conto o che riesca a esprimerla. Se non si riesce a trovare una spiegazione al vagabondaggio e si sospetta che la persona sia in uno stato di disagio o di sofferenza, è buona regola consultare il medico.
È consigliabile poi mantenere stabile l’ambiente circostante e stare vicino alla persona in un ambiente non familiare, oltre che evitare di apportare troppi cambiamenti nella casa in cui vive. Anche cambiamenti apparentemente senza importanza possono infatti essere sufficienti a rendere una stanza o una casa irriconoscibili per una persona che convive con la demenza.
Vagabondare è inoltre una normale reazione all’inserimento in un nuovo ambiente, che potrebbe essere una casa diversa dalla sua o un centro diurno. Se la persona ha traslocato da poco, è facile che attraversi un periodo di adattamento durante il quale si sente confusa, incerta e disorientata. È probabile che abbia bisogno di essere rassicurata ed aiutata per potersi ambientare. Col tempo di solito il vagabondaggio cessa.
Cercare l’aiuto di amici e vicini
È opportuno avvisare amici e vicini che la persona con demenza ha la tendenza a vagabondare e chiedere anche a loro di avere un occhio di riguardo. Questo ridurrà il rischio che la persona si allontani troppo da casa.
Assicurarsi che la persona abbia sempre con sé un documento di identificazione
Cercare di fare in modo che la persona porti con sé un documento di identificazione (magari anche un messaggio o l’indirizzo di casa). Questo è estremamente utile se la persona ha la tendenza a vagabondare e qualcuno vuole aiutarla a tornare a casa. L’informazione può essere inserita nella borsa o nella tasca della giacca. Un’altra possibile soluzione è quella di cucire un’etichetta sugli indumenti della persona, oppure farle portare un braccialetto d’identità che rechi impresso il nome, l’indirizzo e il numero di telefono.
È anche importante avere una foto recente della persona, che potrebbe essere molto utile nel caso dovesse perdersi.