I PROGETTI
Dementia Friendly
Hospital
CHE COS’E’ UN DEMENTIA FRIENDLY HOSPITAL
Un ospedale “Dementia Friendly” è una struttura ospedaliera capace di accogliere e accompagnare in modo appropriato le persone con demenza o fragilità cognitiva in ogni fase del percorso di cura, dall’accesso al ricovero, fino alla dimissione.
Riconosce precocemente i bisogni della persona, adatta ambienti e procedure, promuove una comunicazione più attenta e modalità di relazione adeguate.
Ha come obiettivo quello di ridurre stress, disorientamento e difficoltà durante l’esperienza ospedaliera e rendere il rientro a casa una prosecuzione della cura.
Un Dementia Friendly Hospital non è un ospedale specialistico: è un ospedale più umano.
PERCHÉ UN DEMENTIA FRIENDLY HOSPITAL
Nonostante il rafforzamento dei servizi sul territorio, l’ospedale resta un punto centrale nei percorsi di cura delle persone con demenza o fragilità cognitive.
Durante la permanenza in ospedale, però, queste persone possono trovarsi in una condizione di particolare vulnerabilità perché ambienti sconosciuti, cambiamenti improvvisi e ritmi diversi possono aumentare la confusione, l’agitazione e il senso di smarrimento. Queste condizioni possono incidere anche sull’andamento della degenza, favorendo perdita di autonomia, maggiore fragilità e dimissioni più complesse.
Per questo è importante promuovere modelli di cura inclusivi, personale formato e percorsi capaci di mettere davvero al centro la persona e i suoi bisogni.
Il Dementia Friendly Hospital nasce proprio da questa visione: rendere l’esperienza ospedaliera più accogliente, rispettosa e sicura per tutti.
COME SI REALIZZA UN DEMENTIA FRIENDLY HOSPITAL
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1. Identificazione e valutazione delle fragilità e dei segnali di rischi
Screening cognitivo e valutazione del possibile rischio delirium al triage.
Valutazione dei cambiamenti clinici e comportamentali.
2. Ambiente e personale “su misura”
Operatori preparati grazie a formazione e condivisione di buone pratiche su comunicazione e gestione dei momenti critici.
Ambiente terapeutico adeguato per ridurre disorientamento, stress e rischio di cadute (segnaletica, illuminazione, riduzione del rumore ecc.).
3. Coinvolgimento del caregiver
Familiari e caregiver riconosciuti e valorizzati come risorsa fondamentale nel percorso di cura e assistenza (accessi flessibili, ruolo di partner di cura, informazioni condivise).
Comunicazione tra équipe e identificazione, nello staff, di un “referente di percorso”.
4. Continuità assistenziale e dimissione protetta
Rientro al domicilio e continuità delle cure, attraverso l’attivazione di una rete di supporto sul territorio (Assistenza Domiciliare Integrata, infermiere di comunità, follow-up ecc.).
I Dementia Friendly Hospital in Italia
L’elenco aggiornato degli ospedali italiani che hanno scelto di aderire al modello “Dementia Friendly”.
Ospedale Civile di Baggiovara (Modena)
Il progetto Dementia Friendly dell’Ospedale Civile di Baggiovara nasce nel 2015 all’interno del reparto di Geriatria. Nel tempo il progetto si è evoluto in un modello strutturato che integra formazione, adattamenti ambientali, interventi psicosociali, coinvolgimento dei caregiver e una forte connessione con la rete territoriale. Dal 2024 il sostegno della Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena ha consentito di trasformare il progetto in un programma strutturato di Umanizzazione delle Cure esteso all’intero ospedale. Per questo, nel 2024 l’Ospedale Civile di Baggiovara ha ricevuto il premio “Realtà Inclusive” della Federazione Alzheimer Italia e, nel maggio 2025, è stato riconosciuto come primo Ospedale Dementia Friendly d’Italia.
Ospedale Sant’Anna di San fermo della Battaglia (Como)
La Geriatria dell’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia ha consolidato il percorso “Dementia Friendly” grazie a un forte lavoro di équipe partito dalla direzione che ha consentito di creare una collaborazione tra medici, infermieri e OSS, favorendo una presa in carico più coordinata.
Il reparto ha avviato formazione su cadute, delirium, nutrizione, disfagia, mobilizzazione, terapie non farmacologiche e contenzioni.
Grande attenzione è rivolta ai caregiver, con orari di visita ampliati, supporto al rientro a casa, musicoterapia e presenza dei volontari.
Il progetto è integrato con il territorio grazie ad ambulatori, Pronto Soccorso, Day Hospital, CDCD e Ospedale di Comunità.
Ospedale di Sassuolo (Modena)
Il progetto nasce dall’esigenza, espressa dal personale assistenziale dell’Ospedale di Sassuolo, di migliorare la presa in carico delle persone con disturbi cognitivi, anche in assenza di una diagnosi conclamata di demenza, e di offrire un supporto adeguato alle loro famiglie. L’iniziativa è stata sviluppata con il contributo dell’Associazione territoriale del Distretto di Sassuolo e della Geriatria Territoriale dell’Azienda USL di Modena, nell’ambito di un percorso condiviso di miglioramento della qualità e dell’umanizzazione dell’assistenza. Tale integrazione rappresenta la base per garantire continuità assistenziale dopo la dimissione.
Il modello favorisce il raccordo tra ospedale e servizi sociosanitari, riducendo il rischio di ricoveri ripetuti e migliorando il supporto alle famiglie nel rientro al domicilio.
IRCCS Policlinico di Sant’Orsola di Bologna
Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna ha sviluppato un modello “Dementia Friendly” frutto di oltre 15 anni di lavoro sulla fragilità cognitiva. Fiore all’occhiello del percorso è la Delirium Room, attiva dal 2010: uno spazio dedicato dove il paziente riceve assistenza multiprofessionale continua e il caregiver può restare presente per tutta la giornata. L’ambiente controllato ha ridotto stress e disorientamento nei pazienti fragili, contribuendo anche a limitare l’uso di farmaci antipsicotici. Il Policlinico investe inoltre nella formazione del personale con corsi e iniziative di sensibilizzazione trasversali a più reparti. Il modello si estende anche ad aree non specialistiche come nefrologia e trapianto renale, dove la valutazione multidimensionale permette di individuare precocemente fragilità cognitive. La partecipazione attiva dei familiari si conferma elemento chiave per migliorare il recupero funzionale durante la degenza.
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