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“Se mio marito rivolge la parola a qualcuno che crede gli stia seduto accanto, non mi metto a ridere, non gli spiego che lì non c’è nessuno. La prendo con calma e dico “Sei sicuro che lì ci sia qualcuno? Non è per caso il disegno delle tende?”

“Mia sorella mi diceva che quasi tutti i giorni passava un uomo che cercava di aprire la nostra porta. Un giorno, subito dopo che il postino aveva messo una lettera nella cassetta della posta, lei mi disse che era venuto di nuovo, ed era piuttosto preoccupata. Io la rassicurai spiegandole che non si trattava di un ladro, ma lei non sembrava convinta. Allora, siccome conoscevo bene il postino, lo pregai gentilmente di suonare il campanello e consegnarmi la posta a mano invece di metterla direttamente nella cassetta. Mia sorella lo tiene sempre d’occhio, ma è molto meno ansiosa.”

Un’allucinazione è una situazione in cui la persona crede di udire, vedere o sentire qualcuno che non esiste nella realtà, ed è in genere di natura spiacevole. Delirio paranoide, d’altro canto, significa che la persona ha una convinzione di natura persecutoria che non è fondata (per esempio che il postino volutamente nasconda delle lettere importanti). Purtroppo, a causa delle difficoltà di comunicazione, le persone con demenza tendono a sentirsi sempre più isolate  e hanno poche possibilità di confrontarsi e riflettere con altre persone. Per questo, le persone con demenza soffrono spesso di alterate identificazioni deliranti. I tipi più frequenti di identificazioni alterate riguardano parenti o persone addette all’assistenza che vengono ritenuti degli impostori; oppure si nutre la convinzione che visitatori immaginari vivano nella propria casa; si verifica l’incapacità di riconoscere la propria immagine allo specchio o prenderla per quella di qualcun altro (lo shock nel vedere riflessa l’immagine di una persona anziana è anche legato ai problemi di memoria); ancora, può accadere che si percepiscano le immagini televisive come reali. Inoltre, come conseguenza del danno cerebrale, alcune persone con demenza possono anche confondere o interpretare erroneamente ciò che vedono, sentono o gustano. Per esempio, possono lamentarsi perché un dolce è salato, perché una musica leggera è troppo forte o perché fuori di casa fa molto freddo quando in realtà splende il sole e le temperature sono altissime.

Allucinazioni e deliri possono provocare paure intense o scatenare comportamenti aggressivi, perché la persona con demenza deve far fronte a una situazione che non comprende e che non riesce a controllare. Queste situazioni, soprattutto all’inizio, ci faranno sentire impotenti e dunque smarriti e frustrati, ma è importante non dimenticare che possiamo sempre aiutare la persona offrendole sicurezza e prendendo le necessarie precauzioni per ridurre le probabilità che il problema si ripeta.

Come affrontare le allucinazioni e i deliri

Cercare di spiegare e rassicurare, senza mettere in discussione la convinzione delirante

Anche se non è il caso di confermare le sue convinzioni, possiamo comunque rassicurare la persona con demenza che tutto è a posto e la situazione è sotto controllo. Per esempio credere che qualcuno stia rubando i cucchiai, può essere per la persona motivo di sofferenza: senza mettere in discussione ciò che crede, possiamo rassicurarla dicendole semplicemente che i cucchiai sono più che sufficienti per il pasto. Se la persona con demenza soffre di allucinazioni, crederà che quello che vede, sente, percepisce esista veramente: non ha senso cercare di persuaderla che non è così. L’insistenza la porterà soltanto a maggiore frustrazione e la distoglierà dal cercare di comunicare quello che prova. In questi casi, l’aiuto che si può dare è quello di offrire alla persona con demenza conforto e sicurezza. Toccandola e parlandole con voce calma e rassicurante potremo riportarla alla realtà, anche se bisognerà fare attenzione che il contatto fisico non venga interpretato come una forma di violenza. Un altro tipo di approccio, poi, può essere quello di spiegare che noi non riusciamo a sentire o a vedere quello che lei vede o sente, ma che possiamo capire che cosa prova.

Cercare di distrarre l’attenzione 

Distrarre una persona che soffre di allucinazioni o di deliri di tipo persecutorio può essere una tecnica utile, specialmente se la persona è in preda a una forte emozione (paura o rabbia) e non si è riusciti a rassicurarla. Ma non sempre ciò è possibile: faremo allora in modo che la persona abbia spazio sufficiente per muoversi, evitando così di esporci a un pericolo fisico.

Evitare la contenzione fisica

A volte le persone con demenza hanno bisogno di parlare dei loro problemi. Se la persona che assistiamo è nella fase iniziale, può esserle utile per lei ricevere ascolto e consiglio. Anche se dimentica completamente di aver parlato dei propri problemi e di come si sente, ne avrà comunque ricavato almeno un temporaneo sollievo. Tuttavia, considerati i problemi di linguaggio, ogni genere di terapia che si basi sullo scambio verbale potrà essere applicata soltanto in un ristretto numero di casi e con chi riesce a comunicare verbalmente.

Altre forme di terapia includono quelle basate sulla musica e sull’arte. Lo specialista potrà indicare il terapeuta più adatto, ma è importante trovarne uno che capisca i bisogni particolari delle persone con demenza.

È meglio non contenere la persona con demenza quando soffre di allucinazioni, perché non si sa come interpreterà la cosa. Inoltre, potrebbe opporre una resistenza ostinata, nella convinzione che qualcuno stia cercando di impedirle di fuggire da una situazione di pericolo. Questo è il caso, per esempio, di allucinazioni che riguardino incendi o fughe di gas: talvolta si riesce a rassicurare la persona con demenza che tutto è sotto controllo, e a farla calmare. A volte si può avere l’impressione che qualche forma di contenimento sia necessaria: in tal caso, dobbiamo badare a salvaguardare anche la nostra sicurezza personale.

Non smentire le sue convinzioni: non sempre possiamo escludere che siano vere

È bene evitare di contraddire apertamente la persona con demenza quando si lamenta – per esempio – che qualcuno la sta derubando. Il fatto che una persona soffra di allucinazioni e di deliri non implica necessariamente che tutto ciò che dice sia falso: qualcuno può approfittare di lei come di qualsiasi altra persona. Le accuse di furto devono però essere attentamente valutate e quando si rivelano infondate dobbiamo rassicurare gli “accusati” che le insinuazioni mosse dalla persona demenza sono una conseguenza della malattia e non devono essere prese come attacchi personali.

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COME PREVENIRE LE ALLUCINAZIONI E I DELIRI

Consultare il medico

Le allucinazioni possono essere talvolta indotte da una patologia infettiva oppure essere un effetto collaterale di farmaci. Quando si verificano, è importante contattare un medico in modo da poter escludere queste due eventualità. Il medico potrà anche sospendere il farmaco che provoca le allucinazioni o cambiarlo. 

Cercare di scoprirne la causa e modificare l’ambiente

Nell’ambiente in cui vive la persona con demenza talvolta ci sono oggetti che possono causare un’allucinazione (ad esempio uno specchio, gli angoli bui, statuette o soprammobili in forma di animali, dipinti, ecc.). Scoprire la causa scatenante dell’allucinazione aiuterà a impedire che si ripresenti. Per questa ragione, è buona norma allontanare gli oggetti non strettamente necessari, purché si abbia cura di non compiere di colpo cambiamenti troppo drastici, perché la persona con demenza potrebbe sentire la mancanza di cose che le appartengono, pensare che qualcuno le abbia rubate e sentirsi disorientata perché la stanza o la casa non le sono più familiari. In alternativa, potrebbe essere utile coprire semplicemente gli specchi e scostare le tende. Facendo in modo che ci sia luce sufficiente si può evitare alla persona di vedere cose inesistenti, come ad esempio scambiare le ombre per buchi nel pavimento.