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“So che dovrei essere triste per la nonna, perché le voglio molto bene, ma, vivendo con noi, qualche volta non la sopporto più. Ha cambiato tutta la mia vita. Devo dividere la stanza con mio fratello e sopportare tutto il tempo le domande di mia nonna. Qualche volta mi sento in colpa, perché non lo fa apposta. Ma sto meglio quando posso prendere da parte mia madre e sfogarmi con lei.”

“Mio nonno vive con noi e certe volte fa delle cose che sono veramente imbarazzanti. Una volta invitai a casa un gruppo di amici e lui entrò nella nostra stanza e cominciò a spogliarsi! Mi sentii troppo in imbarazzo per spiegare la situazione e per settimane a scuola tutti mi risero dietro. Alla fine spiegai ai miei compagni che il nonno aveva la malattia di Alzheimer e allora la maggior parte di loro diventò gentile.”

“Mi sembra di essere molto cambiata. Non mi sento più una ragazza di 14 anni dentro di me. Fino a poco tempo fa la mamma mi trattava ancora come una bambina. Tutto il suo tempo e le sue energie ruotavano intorno a papà. Finalmente questa situazione  ebbe fine il  giorno in cui le dissi che mi sembrava di perdere lei come avevo perso papà. Parlammo fino alle due di notte. Adesso parliamo molto insieme e lei mi tratta di più come una persona adulta.”

“Aiuto il papà ad assistere la mamma ogni sera, dopo i compiti. Mia sorella non aiuta mai. Lei è più grande di me e si preoccupa solo di uscire tutte le sere. Pensavo che non gliene importasse nulla. Ma una sera ne abbiamo parlato e ho capito che è davvero sconvolta – forse più di me. Piangeva e diceva che le manca tanto la mamma com’era prima e che le fa male starle accanto. Sono sempre dell’idea che potrebbe aiutare di più, però adesso la capisco meglio.”

Che la persona viva da sola o con i familiari, i nostri figli potrebbero trovare difficile sopportare le difficoltà di un familiare con demenza. La seconda parte di questo capitolo analizza il problema di come informare i bambini e gli adolescenti sulla demenza e di come aiutarli ad affrontare ciò che ne deriva.

I bambini e i ragazzi possono avere un effetto tranquillizzante sulle persone con demenza. Riescono anche ad essere molto affettuosi e pazienti, quando hanno capito di che cosa si tratta. Molti genitori non lo capiscono e tendono a proteggerli, talvolta facendo finta che tutto vada bene. Ma la maggior parte dei ragazzi si accorge ben presto che c’è qualcosa che non va e reagiscono in modo diverso. Alcuni possono pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato, altri si spaventano per la stranezza e singolarità del comportamento della persona con demenza.

COME AIUTARE I BAMBINI E I RAGAZZI A CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO QUANDO UN FAMILIARE HA LA DEMENZA


Parlare con loro e incoraggiarli a fare domande dando spiegazioni semplici e sincere

Si possono fornire testi appropriati per documentarsi e parlare loro della demenza, incoraggiandoli a fare domande. Le nostre risposte devono essere per quanto possibile semplici e sincere, spiegando  i cambiamenti di comportamento man mano che si presentano. Poiché si è sempre più assorbiti dall’assistenza alla persona con demenza, può succedere che talvolta si trascurino i bisogni dei figli o si sottovalutino i loro problemi. Dobbiamo quindi cercare di prestar loro l’attenzione dovuta.

È opportuno ricordare ai ragazzi che il comportamento della persona con demenza è una conseguenza della condizione clinica e non è intenzionale o rivolto contro di loro. Alcuni tra i più giovani, infatti, possono pensare di aver fatto o detto qualcosa che ha scatenato una circostanza che non riescono a spiegarsi, e devono essere rassicurati al riguardo.

Talvolta può essere preferibile che sia un altro familiare a spiegar loro le cose. Durante il corso della malattia, possono cambiare i rapporti interpersonali tra i membri della famiglia: alcuni legami si allentano, altri si stringono.

Incoraggiarli a parlare con i loro amici e con gli insegnanti

Bisogna incoraggiare i ragazzi a spiegare ai loro amici e agli insegnanti che cos’è la demenza e che cosa provano. Spesso i ragazzi si sentono imbarazzati di fronte ai loro coetanei per i comportamenti strani del loro familiare con demenza. Possiamo aiutarli a spiegare la situazione, facendo al tempo stesso in modo che gli amici si sentano ben accolti e a proprio agio nella nostra casa.

Quando gli insegnanti sono al corrente della situazione, possono aiutare nostro figlio concedendogli del tempo in più per i compiti a casa o dandogli una mano per risolvere le difficoltà a scuola; potrebbero anche suggerire un supporto psicologico.