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Federazione Alzheimer Italia

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“Adesso è così agitato che non riesce neanche a star seduto il tempo di un pasto. Ma gli fa piacere prendere un panino e mangiarselo mentre cammina.”

“Mi arrabbiavo terribilmente quando mia sorella si metteva a mangiare con le mani davanti a tutti. Cercavo di obbligarla a usare la forchetta e per un po’ non invitai più nessuno. Ma poi ci ripensai e decisi che in fondo non faceva del male a nessuno. Lei non era preoccupata e i miei amici dissero che per loro non aveva importanza – ero solo io ad esserne imbarazzata. Così decisi di non prendermela più di tanto.”

Il momento dei pasti può diventare sempre più difficile: a volte la persona con demenza si sporca mentre mangia, altre volte deve essere aiutata a usare coltello e forchetta. Questo può essere causa di irritazione o di imbarazzo di fronte a ospiti. Può succedere, che la persona con demenza mangi più spesso perché si dimentica di aver già mangiato o al contrario che non mangi affatto. Può darsi che si metta a mangiare qualsiasi cosa o che mangi una cosa sola. Le sue stesse difficoltà a volte turbano la persona con demenza, che può sentirsi imbarazzata o frustrata dalla propria incapacità a mangiare correttamente, oppure soffrire di altri problemi come stitichezza, difficoltà di masticazione, disturbi del gusto. Mangiare e bere possono diventare un problema sia per la persona con demenza sia per chi la assiste. Ci sono comunque diversi modi per aiutare la persona a mantenere una dieta sana e a godersi i suoi pasti, contribuendo al tempo stesso a farle mantenere un certo livello di indipendenza.

COME AFFRONTARE LE DIFFICOLTA' NELL'ALIMENTAZIONE


Aiutare la persona con demenza a mantenere l’autonomia 

Per evitare che la persona con demenza si senta trattata come un bambino e per non metterla imbarazzo, la cosa migliore è incoraggiarla a fare da sola tutto quello di cui è capace. Per esempio, se non riesce a usare il coltello, piuttosto che imboccarla è meglio preparare cibi a pezzetti o tagliarli prima di portarli in tavola. Modificando la preparazione del cibo, si può lasciare alla persona con demenza la possibilità di mantenere più a lungo la propria indipendenza. Consumare i pasti insieme può essere utile: talvolta è sufficiente un piccolo suggerimento, come invitarla a usare il cucchiaio invece della forchetta. Tuttavia, ad un certo stadio della malattia, potrebbe rendersi necessario imboccarla. In questo casodovremo fare attenzione a non farla mangiare in caso di sonnolenza o di agitazione, oppure se è sdraiata, per evitare il rischio di soffocamento. Nella Tabella 3 proponiamo alcune indicazioni utili se la persona ha difficoltà di deglutizione.

Tabella 3 – Indicazioni utili in caso di difficoltà di deglutizione:

Controllare che la persona sia seduta correttamente, tenga il mento abbassato e prenda le bevande a piccoli sorsi

Evitare di usare stoviglie che la forzino a piegare troppo indietro la testa (esistono tazze e bicchieri dotati di manici fatti apposta per evitare questo inconveniente)

Alternare cibo e bevande, incoraggiando la persona a deglutire ogni boccone due volte (cioè a mandar giù una seconda volta, anche se la bocca è già vuota)

Evitare miscugli di cibi liquidi e solidi, i vegetali a struttura fibrosa o foglia lunga (cavolo, fagiolini, ecc.) oppure i cibi troppo duri e di piccole dimensioni (noccioline, pop-corn, ecc.).

Fare in modo che i pasti siano un’esperienza piacevole

A causa di queste difficoltà, la persona con demenza può manifestare insofferenza per i momenti del pasto, vivendoli più come un tormento che come un’esperienza piacevole. Se però le diamo il tempo sufficiente per potercela fare da sola, magari con un piccolo aiuto, si sentirà più rilassata. Un sottofondo musicale potrebbe anche contribuire a creare un’atmosfera rilassata. Forse non riuscirà a mangiare senza sporcarsi o senza fare qualche pasticcio, ma è meglio non essere troppo severi, perché questo potrebbe ulteriormente scoraggiarla. In molti casi, potrebbe essere utile coinvolgere la persona per esempio nella preparazione del cibo o della tavola. I pasti rappresentano un’opportunità ideale per dare alla persona con demenza l’opportunità di rimanere attiva e sentirsi utile.

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COME PREVENIRE I PROBLEMI LEGATI ALL'ALIMENTAZIONE

Organizzare i pasti in base alle particolari esigenze della persona

È possibile evitare molti problemi prendendo alcune precauzioni o cambiando leggermente il modo di preparare e servire il cibo:

Routine – Lasciare più tempo; servire il cibo direttamente nel piatto, evitando che la persona con demenza si serva da sola. Togliere i condimenti dopo averli usati e preparare pasti più piccoli e frequenti, soprattutto se la persona dimentica di aver mangiato. Servire il pasto principale a mezzogiorno, per evitare difficoltà digestive notturne, ecc.

Stoviglie e preparazione della tavola – Cercare di trovare delle stoviglie speciali, piatti infrangibili, sottobicchieri antiscivolo e contenitori per le bevande che non si rovescino facilmente. Usare se possibile una tazza per il cibo, perché è più facile tenere in mano una tazza piuttosto che dover usare coltello e forchetta; fare in modo che ci sia un contrasto di tonalità tra piatti e tovaglia ed evitare tovaglie dai disegni troppo forti che potrebbero causare confusione.

Preparazione del cibo – Preparare cibi che si possano prendere con le dita, soprattutto se la persona con demenza ha difficoltà a usare coltello e forchetta o è irrequieta e non resiste a lungo a tavola. Sminuzzare il cibo a bocconcini per rendere superfluo l’uso del coltello e se la persona non può mangiare cibi solidi  preparare del cibo diluito invece che proporre omogeneizzati per bambini. Evitare il latte o il succo di limone, che tendono ad aumentare le secrezioni e possono aggravare i problemi respiratori o l’eventuale tendenza a sbavare.

Assicurare un’adeguata idratazione

È importante fornire alla persona con demenza una quantità di liquido sufficiente per evitare disidratazione, stipsi e aggravamento dello stato confusionale. Se possibile, incoraggiala a bere almeno 1 litro e mezzo di liquidi (8 tazze) al giorno. Ci sono poi alcuni casi che richiedono un’attenzione ancora maggiore, come ad esempio le persone che soffrono di vomito, diarrea o diabete e le persone che assumono diuretici o farmaci per il cuore. È bene accertarsi che le bevande non siano troppo calde, perché altrimenti la persona con demenza potrebbe scottarsi senza rendersene conto. In caso di evidente nervosismo è meglio evitare le bevande stimolanti (caffè, tè, cioccolata, ecc.) e preferire le bevande di frutta e il latte come pure le bibite decaffeinate; altrimenti è giusto lasciar bere alla persona quello che è abituata a bere.

In caso di perdita dell’appetito, consultare un medico

Non dobbiamo preoccuparci troppo se la persona perde peso, perché questa può essere una naturale conseguenza della demenza, che spesso si verifica anche se l’alimentazione è adeguata. Tuttavia, è consigliabile consultare sempre il medico, per escludere la presenza di una causa fisica e valutare l’opportunità di ricorrere ad integratori alimentari.