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DISORIENTAMENTO

“La signora McDonald lasciava il marito alle 9 del mattino al centro diurno. Appena lei se ne andava, lui si sedeva accanto alla porta e aspettava che venisse a riprenderlo. Gli operatori del centro pensavano che non fosse contento di rimanere lì, ma poi scoprirono che lui era convinto che fossero già le 5 del pomeriggio.

Un giorno ero in soggiorno con mio marito, quando lui mi chiese a che ora saremmo tornati a casa. Io gli risposi che eravamo già a casa nostra, ma lui insisteva che non era vero. In un certo senso, mi offendeva il fatto che lui non riconoscesse la nostra casa, ma ora mi rendo conto che stava male. È inutile provare a convincerlo quando dice cose del genere, perciò cerco soltanto di aiutarlo a sentirsi a suo agio e di distrarlo quando lo vedo preoccupato”.

Le persone con demenza sono spesso disorientate nel tempo e nello spazio. Questo può derivare dalla confusione indotta dal declino cognitivo, dalla perdita di memoria o dalla difficoltà a riconoscere cose e persone. Anche «l’orologio interno», che ci ricorda quando è ora di mangiare o di dormire, risente di questi cambiamenti. Può sembrare incredibile che una persona si perda nella propria casa o creda di essere stata abbandonata, quando invece è rimasta sola per non più di cinque minuti. Tuttavia, è un comportamento assai comune e comprensibile se consideriamo le conseguenze della perdita di memoria. Per la persona con demenza, il problema più grave non è tanto quello di non sapere che ora è, di riconoscere un luogo o di trovare le diverse stanze, bensì l’ansia che ne deriva. Chiunque si sentirebbe in ansia se non fosse più capace di orientarsi nella propria casa. Sapere che è mezzogiorno può non essere particolarmente importante, ma lo è certamente la possibilità di saltare il pranzo, di perdere un programma televisivo o la paura di essere stato abbandonato. Anche se la persona con demenza non è pienamente consapevole di aver perso l’orientamento spazio-temporale, può comunque sentirsi ansiosa perché la sua giornata non è più strutturata o sentirsi a disagio in un ambiente per lei estraneo e pieno di incognite.

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COME PREVENIRE I PROBLEMI LEGATI AL DISORIENTAMENTO

Creare una routine

Poiché diventa sempre più difficile per la persona con demenza mantenere il senso del tempo, è estremamente importante attenersi a una routine, fissando alcuni eventi importanti che strutturino la giornata. Se gli eventi sono abbastanza numerosi, ci sono maggiori opportunità che si renda conto approssimativamente dell’ora e di quello che sta succedendo. Una routine regolare può ridurre notevolmente l’ansia, facendo in modo che la giornata non sembri un succedersi di eventi imprevisti. È una buona idea quella di stendere un programma della giornata all’ora di colazione insieme alla persona con demenza. È opportuno poi riesaminare il piano con la persona all’ora di pranzo. In alternativa, è possibile attenersi a una routine giornaliera non scritta.

Adattare l’ambiente circostante e mantenerlo costante

È buona norma mantenere stabile l’ambiente circostante, mettendo sempre le cose allo stesso posto e evitando cambiamenti drastici. Applicare disegni o scritte sulle porte può aiutare la persona con demenza a muoversi in casa sua, anche quando non le sembra più un posto familiare. Questo, non le impedirà di sentirsi smarrita o fuori posto, ma contribuirà a ridurre l’ansia del non sapere che strada prendere. Etichette o simboli applicati sulle dispense e sui cassetti aiuteranno la persona a trovare ciò che cerca senza dover chiedere e senza attirare l’attenzione sul suo problema.

Spostare la persona con demenza da una abitazione all’altra, invece, aumenterà il suo disorientamento. Perciò, se l’assistenza è suddivisa tra più familiari residenti in luoghi diversi, è meglio che siano loro a muoversi piuttosto che spostare la persona da una casa all’altra a rotazione. Quanto più familiare è l’ambiente, tanto più è facile per la persona con demenza sentirsi a casa e a proprio agio. D’altra parte, se la persona ha fiducia nella famiglia o in un’altra persona, non dovrebbe essere un problema assisterla in luogo diverso, come un centro diurno.