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"UN CINEMA PER AMICO": DOVE RITORNANO SOCIALITA' E RICORDI PER LE PERSONE CON DEMENZA

Il Premio “Realtà Inclusive” al progetto di Fondazione Associativa de Banfield, La Cappella Underground e Cinema Ariston che prevede un ciclo di proiezioni “morbide”

Tornare a fare qualcosa di normale, come andare al cinema, può avere un valore enorme quando la demenza ha progressivamente ristretto le occasioni di socialità.

È da questa consapevolezza che è nato “Un Cinema per Amico”, il progetto realizzato a Trieste dalla Fondazione Associativa Goffredo de Banfield in collaborazione con il Cinema Ariston e La Cappella Underground che prevede un ciclo di proiezioni “morbide” per persone con demenza. L’iniziativa ha vinto il Premio “Realtà Inclusive” promosso dalla Federazione Alzheimer Italia. 

“Per noi è una soddisfazione enorme ricevere questo riconoscimento – afferma Rosanna Palmeri, psicologa e psicoterapeuta della Fondazione de Banfield, che al convegno di Bari ha ritirato il Premio insieme a Luca Luisa, referente de La Cappella Underground – Perché significa che abbiamo centrato l’obiettivo: restituire l’arte e la cultura a chi ne era stato escluso non per propria volontà. Ed è una soddisfazione che condividiamo con tutti quelli che lo hanno reso possibile: i volontari, gli operatori, chi lavora al cinema e tutte le persone che hanno partecipato alle proiezioni”. 

“Un Cinema per Amico” ha preso forma nel 2023 con una prima edizione pilota, costruita attorno ad alcuni accorgimenti essenziali: la formazione degli operatori del cinema; la scelta di film adatti a essere seguiti senza difficoltà dalle persone con demenza (per esempio non troppo lunghi e con una trama lineare); l’adeguamento dell’ambiente di proiezione, con luci soffuse e un’attenta regolazione dell’audio per evitare picchi improvvisi; libertà di movimento all’interno della sala e una cartellonistica più chiara. L’obiettivo era rendere il cinema un luogo più accessibile e rassicurante per chi convive con una demenza e per chi gli sta accanto e creare un’esperienza di svago e condivisione in serenità.  

“L’iniziativa ha avuto successo: abbiamo quindi iniziato a lavorare per farla crescere ulteriormente e aggiungere tutto ciò che poteva rendere la frequentazione più facile e piacevole, anche ascoltando la voce di chi ha partecipato in prima persona” continua Palmeri. L’iniziativa è diventata gratuita grazie al contributo del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, mentre la Fondazione de Banfield ha messo a disposizione un servizio di trasporto per accompagnare le persone al cinema. Nel frattempo, gli spazi del Cinema Ariston sono stati ripensati dal punto di vista dell’accessibilità, con un lavoro di abbattimento delle barriere architettoniche e alla creazione di aree dedicate all’incontro, tra le quali il bar. 

Soprattutto, la seconda edizione dell’iniziativa, che si è tenuta quest’anno, si è sviluppata intorno a una decisa spinta alla socialità. “La possibilità di trascorrere del tempo serenamente nei luoghi pubblici e frequentare altre persone è una delle prime cose che rischia di essere sacrificata quando arriva la demenza – afferma ancora Palmeri – Abbiamo quindi introdotto un intervallo lungo con merenda e aperto la partecipazione alle proiezioni a tutta la cittadinanza. Durante la visione dei film, inoltre, il commento ad alta voce non è solo permesso, ma anche caldeggiato”. Le opere scelte sono ambientate nei decenni scorsi, con l’obiettivo di favorire l’emergere di ricordi ed emozioni legati al passato. In sala, infine, sono sempre presenti operatori formati per far fronte ai bisogni di chi potrebbe avere delle difficoltà, e questo è di grande supporto per i familiari, che possono scegliere di lasciare i propri cari al cinema in totale sicurezza approfittando nel frattempo di qualche ora di sollievo. 

I questionari di valutazione distribuiti ai partecipanti confermano il riscontro positivo che ha avuto il progetto. Si registrano 378 presenze complessive, con una media di 63 persone a incontro, e valutazioni molto alte per i diversi aspetti dell’esperienza, dalla selezione dei film agli spazi, fino alla pausa conviviale; i sentimenti provati più frequentemente dalle persone che hanno risposto sono felicità e tranquillità. 

Accanto a questi dati positivi ci sono anche i racconti delle famiglie, che aiutano a capire il valore più profondo dell’iniziativa. Palmeri ricorda in particolare la testimonianza di una figlia per la quale partecipare a “Un Cinema per Amico” è un momento di gioia perché significa rivivere l’esperienza di quando, bambina, andava spesso al cinema con la madre. È in questo scambio di memoria affettiva che si coglie forse meglio di ogni altra cosa il significato di questo progetto, che non offre solo intrattenimento, ma crea occasioni concrete di vicinanza e continuità nella relazione.

I riferimenti e i contatti di Fondazione Associativa Goffredo De Banfield sono disponibili a questo link.