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NON SENTIRSI SOLI: IL VALORE DI UNA COMUNITÀ AMICA PER L’INTERA FAMIGLIA

Le caregiver Carla e Maura raccontano come relazioni, sostegno e partecipazione possano
fare la differenza per le persone con demenza e per chi se ne prende cura.

La demenza cambia molte cose nella vita di una famiglia: cambiano le abitudini e gli equilibri, spesso si riducono le occasioni di socialità.

Dal 2019, la Comunità Amica delle Persone con Demenza di Formigine (Modena) prova a invertire questa tendenza coinvolgendo servizi, associazioni, commercianti e cittadini in una rete che aiuta le persone con demenza a restare parte della vita quotidiana e offre ai caregiver confronto e sollievo.

Tra le tante iniziative dementia friendly c’è l’Officina della Memoria, dove si sono conosciute Carla e Maura, mogli caregiver.

In questo spazio le persone con demenza e i loro familiari si ritrovano trascorrendo il tempo tra conversazioni, giochi, laboratori manuali, ginnastica dolce e gite sul territorio. Nel centro lavorano psicologhe, terapiste occupazionali e operatori sociosanitari con la collaborazione di diversi volontari.

Carla accompagna qui il marito Gonario: “Ci veniamo da pochi mesi ma ho già visto un cambiamento importante – racconta – Gonario è sereno e addirittura più attivo di
quando era giovane. Le operatrici dicono che quando lui manca c’è troppo silenzio! Anche il medico di famiglia ha notato un deciso miglioramento”.

Maura racconta che il marito Domenico, per tutti Menno, all’inizio era piuttosto scettico. “Temevo che questa luogo non facesse per lui – ricorda – invece si è ambientato subito e oggi è felice di partecipare”.

Se all’Officina della Memoria le persone con demenza possono rimanere attive e mantenere relazioni significative, i familiari trovano supporto e momenti di sollievo: nascono amicizie e si crea una spontanea rete di sostegno tra caregiver che condividono esperienze simili.

Carla e Maura, per esempio, sono accomunate della passione per l’uncinetto e insieme hanno iniziato a preparare sciarpe, bavaglini e altri indumenti per un banchetto di raccolta fondi, con l’obiettivo di dare il loro piccolo contributo alle attività dell’Officina della Memoria.

“Potrei anche andare via perché so che Menno è in ottime mani, ma mi piace restare – racconta Maura – È un luogo in cui ci sentiamo compresi senza dover spiegare troppo, dove possiamo confrontarci con chi affronta sfide simili e ritagliarci anche qualche momento di leggerezza”.

È questo, in fondo, uno degli aspetti più importanti di una Comunità Amica delle Persone con Demenza: creare un cambiamento concreto nella vita di chi convive con la demenza attraverso la collaborazione di tutto il territorio, un’iniziativa alla volta.

“Qui non c’è giudizio, ci sentiamo sempre compresi: in poche parole non siamo soli – conclude Carla – E credo che sia questo il regalo più grande che una Comunità Amica possa fare alle famiglie”.