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ASSOCIAZIONE ALZHEIMER BORGOMANERO, UN RIFERIMENTO PER LA COMUNITÀ DELL’ALTO NOVARESE
I riferimenti e i contatti di Alzheimer Borgomanero OdV sono disponibili a questo link.
Dal 1999, l’Associazione Alzheimer Borgomanero OdV affianca le famiglie dell’Alto Novarese ed è oggi una presenza sicura in un ambito di cui, per molto tempo, si è parlato poco.
In quegli anni, infatti, la demenza era spesso taciuta, nascosta nelle case, e proprio in quel silenzio l’Associazione ha mosso i suoi primi passi con discrezione, ascolto e una determinazione che non è mai venuta meno. Da allora Alzheimer Borgomanero è cresciuta insieme alla comunità, imparando a riconoscere bisogni nuovi, costruendo relazioni e offrendo uno sguardo competente e profondamente umano.
“All’inizio sembrava che la demenza non esistesse, ma era solo un tabù culturale. Oggi le famiglie sono più pronte a chiedere aiuto, e questo è un vero cambiamento”, ricorda la presidente Viviana Beccaro. La scelta è stata chiara fin dagli esordi: investire in progetti capaci di durare nel tempo.
Rientra in questa visione il progetto “Insieme per l’Alzheimer”, con la linea telefonica Pronto Alzheimer Borgomanero, spesso il primo approdo per chi non sa dove cominciare, e lo Spazio di Ascolto Alzheimer realizzato in collaborazione con i neurologi dell’Ospedale SS. Trinità. Qui le famiglie trovano la possibilità di parlare con una psicologa specializzata e un orientamento concreto nei percorsi assistenziali, un aiuto prezioso quando una diagnosi cambia improvvisamente la quotidianità.
Al centro dell’attività dell’Associazione c’è poi il LABo – Laboratorio Alzheimer Borgomanero, attivo dal 2018 grazie agli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Opera Pia Curti presso la sua residenza assistenziale. Ogni martedì il LABo diventa un luogo vivo, dove si intrecciano stimolazione cognitiva, attività creative, esercizi di memoria e momenti di confronto. Psicologhe, terapisti occupazionali e volontari formati accompagnano le persone con demenza nelle diverse fasi della malattia, favorendo il mantenimento delle abilità residue e creando occasioni autentiche di socialità.
Accanto al LABo prosegue l’Alzheimer Cafè, attivo dal 2016, che offre ogni mese uno spazio protetto e informale in cui persone con demenza e caregiver possono ritrovarsi, condividere fatiche e scoprire nuove risorse nella relazione con gli altri.
Da vent’anni l’Associazione porta avanti anche “Felicità Possibile”, un progetto che unisce generazioni diverse: gli studenti del Liceo di Scienze Umane Galilei di Gozzano affiancano volontari e operatori nelle attività del LABo presso la RSA Opera Pia Curti, tra laboratori, giochi cognitivi e semplici conversazioni che spesso diventano momenti preziosi. Da quest’anno si è aggiunta anche la lettura ad alta voce, realizzata con l’associazione DragoLago, capace di risvegliare memoria e attenzione con una delicatezza sorprendente. “Questo progetto avvicina mondi che crediamo lontani, ma che in realtà hanno un bisogno profondo l’uno dell’altro”, osserva Beccaro. “E per i ragazzi è un’esperienza che lascia il segno”.
Alcune studentesse del progetto “Felicità Possibile”
L’Associazione opera su un territorio ampio, tra Borgomanero, Arona e i comuni limitrofi, talvolta anche dalla Valsesia, un’area dove manca ancora un vero presidio dedicato alle demenze. Per questo molte famiglie arrivano quando la malattia è già avanzata, in cerca di orientamento e di qualcuno che sappia indicare un percorso.
Accanto ai servizi continuativi, l’Associazione organizza ogni anno eventi di sensibilizzazione per la Giornata Mondiale Alzheimer e partecipa a iniziative solidali come la Sagra della Mela Benefica di Bolzano Novarese, che da tempo ne sostiene le attività. “Nel tempo è cambiato il rapporto tra famiglie e malattia – conclude la presidente – Le nuove generazioni affrontano la demenza con maggiore apertura, consapevoli che non si può affrontare tutto da soli e che chiedere aiuto è un atto di responsabilità”.